COSA FACCIAMO
Prima di dirvi cosa facciamo per la Valutazione delle Condizioni di Sicurezza delle parti comuni, oltre ad evidenziare che le norme vigenti in materia di sicurezza sono volte a prevenire i danni potenzialmente derivanti da una sorgente di rischio, teniamo a precisare il concetto di “rischio”.
All’art. 2, lettera s, D.Lgs. 81/08 possiamo leggere che rischio è la “probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione.” L’orientamento CEE definisce “Rischio la probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno.”
In conclusione “è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone. La nozione di rischio implica l’esistenza di una sorgente di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno.”
Ciò premesso, l’incarico affidato alla Ns. Società sarà focalizzato a
- individuare i rischi insiti nelle parti comuni degli edifici;
- conseguentemente, segnalare la loro presenza e indicare i possibili interventi da porre in essere per eliminarli definitivamente o per la massima riduzione possibile di tutte le criticità non immediatamente rimovibili (per le quali, il più delle volte, necessita il passaggio in sede assembleare);
- valutare la sicurezza generale dell’edificio e delle relative aree di pertinenza, indicandone inoltre lo stato di conservazione.
Verranno prese in esame le seguenti macro aree:
- IMPIANTI (elettrici e di messa a terra – gas – acqua/autoclave – antincendio – piscine – ecc.);
- RISCHIO CADUTE (parapetti e ringhiere – pavimentazioni interne ed esterne – caduta di detriti);
- ACCESSI , VETRI, AREE VERDI E PARCO GIOCHI;
- EVIDENTI ANOMALIE STRUTTURALI (presenza di lesioni e/o cinematismi in atto – carichi anomali);
- EVIDENTI RISCHI IDROGEOLOGICI;
- AMIANTO E CANNE FUMARIE;
- ALTRI RICHI GENERICI.
Per la valutazione delle macro aree indicate il personale tecnico incaricato procederà ad effettuare:
- esame visivo
valuterà la struttura dell’edificato ricavando dati essenziali, quali il numero di fabbricati di cui si compone, la presenza o meno di un serbatoio GPL o di un impianto autoclave, l’esistenza di garage e dei posti auto, gli impianti comuni esistenti, ecc. ecc.;
- esame documentale
per ogni fabbricato componente il condominio, ricaverà i dati presenti nella documentazione agli atti dello stesso e verificherà la conformità/rispondenza alle norme di legge delle scale, degli impianti, delle autorimesse, dei vetri, degli accessi, dei parapetti, ecc. ecc..
- misure e prove
qualora necessario, a seguito di quanto emerso ai precedenti punti, avrà facoltà di procedere alle verifiche anche mediante prove e misure.
Completate le tre fasi, verrà consegnato al committente il modulo VCS nel quale saranno annotati sia gli esiti positivi dell’analisi condotta sulle parti comuni e sia eventuali anomalie riscontrate con l’indicazione delle prescrizioni necessarie a rimediare nel breve/medio termine. Verrà altresì comunicato, in funzione delle rilevazioni effettuate, quando occorrerà effettuare la nuova verifica per tenere aggiornato il modulo VCS (minimo un anno, massimo 2 anni).
Se l’esito della Valutazione della Sicurezza delle parti comuni risulterà complessivamente positiva, sarà discrezione della Società fornire alla committenza una targa con la dicitura “Parti Comuni Sicure”, recante l’anno in cui è stata effettuata la verifica, da apporre all’ingresso dell’edificio quale “distintivo”. Lo stesso dicasi per le verifiche successive in caso di mantenimento degli stessi standard qualitativi.
